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E’ ora che i fiumi entrino nel lago

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Alla mia nazione (Pier Paolo Pasolini)
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codiniavvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. E solo perché sei cattolica, non puoi pensare che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male. Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.Appello per la Giustizia - Per De Magistris















        




5 novembre 2007
Punto sull'unità
 Allora compagni facciamolo una volta per tutte il punto della situazione. la spinta per l’unità viene esclusivamente da sd e dalla maggioranza bertinottiana di rifondazione. Il resto è tutto tatticismo ed identitarismo. Anche in questo forum si continua a discutere di simboli, di piccole differenze proprio perchè non c‘è l’esigenza in tutti dell’unità e di una sinistra rinnovata. Ora che i gruppi dirigenti attuali non siano all’altezza della situazione non sono d’accordo; Mussi e Giordano stanno facendo davvero tutto il possibile, il problema nasce da chi non vuole mettere in discussione se stesso anzi gioca al ricatto elettorale avendo dalla propria la quasi certezza che la falce e martello come simbolo valgono il 3%. Allora quali sono gli scenari possibili? 1) Rifondazione ,per dirla alla bertinotti, rompe gli ormeggi e naviga si perde dei pezzi per strada ma apre l’orizzonte della sinistra. I pezzi persi per strada da rifondazione diventano interessanti per il pdci che a questo punto unendosi alle parti più estreme di rifondazione da vita ad un pdci allargato con falce e martello bella in vista e prova a sfondare la soglia elettorale da sola (sperando che la legge elettorale venga approvata prima del voto). 2) si procede verso la federazione, non si capiscono i rapporti di forza , si dividono tutto in base ai consensi elettorali e dove non va la fed. ognuno per fatti propri. Il simbolo sarà l’accozzaglia di tutti i simboli , stile accoppiamento verdi-pdci al senato, si passa la soglia di sbarramento si resta a galla e quello che verrà dopo lo scopriremo… 3) il pdci decide di rinunciare alla falce e martello e si da vita ad un simbolo unitario, si fanno le primarie dei contenuti e forse anche del leader e si va dritti verso il partito unico che ovviamente perderà pezzi da rifondazione e dal pdci (vedi rizzo). A mio avviso questi sono gli scenari del cammino unitario, se non avviene una delle ipotesi precedenti significa che è rimasto tutto com‘è ,sd va a fare la minoranza nel pd , rifondazione ed il pdci fanno il partito comunista-comunista e noi che abbiamo creduto in qualcosa di diverso ci dovremo rassegnare ai fatti.




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22 ottobre 2007
Il "dopo" 20 ottobre
 Compagni possiamo fare tutti i ragionamenti che vogliamo ma in quella piazza sd doveva esserci. Da oggi si lavora per l’unità ma quello di non partecipare sabato è stato un grosso errore e non lo dico io ma un compagno serio ed intellettualmente onesto come Cesare Salvi. Quindi meditiamo , perchè se adesso le posizioni della sinistra comunista conteranno di più rispetto a noi è solo perchè sono forti di un’investitura forte e numerosa di una bellissima piazza. Caro Mussi, in piazza c’erano tantissimi incazzati ma gli incazzati sono il popolo della sinistra italiana che vede un governo immobile e affossato su posizioni centriste e liberiste. La piazza non cambierà certo gli assetti ma fa uscire una sinistra forte e soprattutto leale al governo prodi.I nostri dirigenti non c’erano ma noi si ed i malumori della base anche. si è scelto di stare a sinistra allora si esca dai palazzi e dalle ambiguità , chiediamo posizioni chiare e soprattutto risposte. Abbiamo aderito ad sd perchè sembrava una prospettiva nuova verso quella sinistra capace di ascoltare ed essere radicale nelle scelte, invece ci siamo trovati in un movimento che non si muove, in un fortino per disorientati , in un immobilismo che invertendo le lettere richiama il partito che si è appena fuso nel pd. La cosa ,però , che ci conforta è l’aver condiviso la piazza con tantissimi compagni della base venuti da tutta italia in maniera autonoma, assieme ai compagni di rifondazione e del pdci per esserci , per praticare l’unità e non solo abbaiarla. C’erano anche Claudio Fava ed altri parlamentari europei ed italiani a cui davvero va il nostro grazie. Per il resto , aspettiamo l’evolversi delle cose.
Riporto l’intervista a cesare Salvi dal giornale. Questa è onestà intellettuale se si sbaglia lo si ammette.
Clicca per ingrandire

Dopo la manifestazione, chi è più forte Prodi o Veltroni?

«Decisamente questa manifestazione ha rafforzato Prodi ed indebolito Veltroni», non ha dubbi Cesare Salvi capogruppo di Sinistra democratica al Senato.

E perché Prodi sarebbe più forte?

«Perché la gente che è scesa in piazza ha semplicemente voluto dire che intende vedere applicato il Programma dell’Unione, e non vuole che l’azione di governo si sbilanci verso forme di liberismo che non appartiene al popolo della sinistra».

Sta dicendo che Veltroni è liberista?

«Non voglio fare personalizzazioni. Parlo del liberismo del partito democratico. Alla sinistra appartengono temi, come il precariato, dei quali non possono tornare a mente solo quando ne parla il Pontefice. Edè per queste ragioni che abbiamo sbagliato, noi di Sinistra democratica, a non partecipare alla manifestazione. Non è stata una manifestazione di incazzati, come pensava Mussi. È stata una manifestazione del popolo della sinistra che chiede solo una cosa: il rispetto del programma».

Ma nel programma dell’Unione ogni componente della coalizione ci legge quel che vuole…

«Noi dobbiamo fare i conti con la Sinistra. Ed ora la sinistra è più forte. In fin dei conti la gente scesa in piazza cosa chiedeva? solo il rispetto di quel programma. Ed è andata a San Giovanni per ricordarlo al governo».

E pensa che quel Programma possa essere realmente tradotto in pratica dal governo Prodi?

«Facciamo a capirci. In campagna elettorale, e nel Programma, abbiamo detto e scritto, giusto o meno, che era necessario il superamento della Legge 30; che il precariato era tutta colpa del governo Berlusconi. Non voglio entrare nel merito se tutto ciò era giusto. Dico, però, che lo abbiamo detto. A questo punto, l’elettorato chiedeva e chiede che venga rispettato il Programma. Invece, con il Protocollo sul Welfare cosa vede? che la legge 30 è una cosa meravigliosa e nemmeno si tocca. A questo punto, l’unica cosa che resta da fare è scendere in piazza e ricordare al governo gli impegni assunti dall’Unione al momento della campagna elettorale».




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1 ottobre 2007
Sarà Vendola - Veltroni il nuovo centrosinistra?
Leo Palmisano da aprileonline.info,  29 settembre 2007

  La sinistra. La sinistra unitaria, quella dei quattro partiti, delle quattro segreterie, ma anche quella dei movimenti, dei lavoratori e degli studenti, si riunisce nuovamente in Puglia, a Bari, il I ottobre, alle ore 17.00 all'Hotel Excelsior.
Si riparte, dopo la chiusura dell'estate con una identica iniziativa sul lavoro, nella stessa cornice. Si riparte con gli interventi di alcuni volti noti della sinistra: Cossutta, Occhetto, Crucianelli, Folena, Pantaleo e Di Siena. Ma soprattutto, si riparte con la presenza di Nichi Vendola, di cui si attendono le conclusioni non più da governatore, ma da futuro leader della eventuale sinistra unitaria, e non soltanto in Puglia.

Infatti, che sulla presenza del governatore si giochi la riuscita dell'intera scommessa di rilancio della Sinistra è un fatto acclarato, perché nessun altro (certamente nessuno dei relatori presenti) è capace di accorpare e condurre i diversi spezzoni di sinistra verso l'obiettivo di non sparire per sempre, ma di rilanciarsi.

L'iniziativa è tematizzata proprio sul futuro della Sinistra, senza aggettivazioni a monte, come vuole la migliore tradizione politica quando v'è da decidere sulla propria esistenza, prima ancora che sulla propria identità. Le forze politiche locali, che hanno difficoltà iniziali a muoversi unite sulle singole questioni, sull'amministrazione dei comuni, sui problemi del lavoro e dell'università in regione, dovrebbero giungere ad un momento di sintesi, anche in previsione della manifestazione del 20 ottobre. Manifestazione che pare ormai più dividere che unire.

Quel che ci si aspetta oggi, più che un mea culpa da parte di alcuni ‘vecchi' della sinistra come Occhetto, è uno scatto di reni da parte di Vendola e di chi intende svecchiare oltremodo la sinistra italiana, ripulirla dalle contaminazioni ideologiche del secolo scorso che poco o nulla hanno a che fare con l'attualità dei problemi italiani, con i dibattiti delle generazioni che adesso si affacciano faticosamente al lavoro o alla formazione. Ci si aspetta, in breve, che si faccia sintesi attorno al futuro, non al passato.

Se lo aspettano i giovani comunisti e i giovani di Sinistra Democratica, gli studenti in agitazione, quei tanti che hanno visto nell'ascesa di Vendola un moto d'orgoglio del paese, non solo della regione. Se lo aspettano i lavoratori in sciopero, quelli dell'Ilva e della Getrag, per fare solo due esempi noti, ma se lo aspettano anche le famiglie degli operai morti dell'Enichem di Manfredonia. Se lo aspetta il mondo dei call center e del pubblico impiego. E in ultimo, i delusi del PD, quelli che vedono ridursi gli spiragli di partecipazione nel processo costituente della casa di Veltroni.
A tutti questi la sinistra pugliese, più che i big nazionali invitati, dovrà dare risposte certe e condivise, partecipate, tutto sommato. Dovrà semplicemente tentare di far quadrare i conti della politica del presente con l'incertezza politica del futuro, in questo clima di forte dissenso mediatico, più che reale.




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23 settembre 2007
CATANZARO: SD, PETIZIONE POPOLARE A SOSTEGNO DI DE MAGISTRIS

(AGI) - Catanzaro, 22 set. - Banchetti in tutti i centri della
Calabria, oggi e domani, per sottoscrivere una petizione
popolare a sostegno della richiesta di non dar luogo al
trasferimento d'ufficio dei magistrati Luigi De Magistris e
Mariano Lombardi. E' l'iniziativa di Sinistra Democratica, dopo
la notizia della richiesta di trasferimento avanzata dal
Ministero di Grazia e Giustizia nei riguardi dei magistrati
Luigi De Magistris e Mariano Lombardi della procura di
Catanzaro. "L'osservanza della legge e delle sue disposizioni
non ammette eccezioni, neppure in favore dei magistrati",
ricorda il coordinamento regionale di Sinistra democratica,
presieduto dal senatore Nuccio Iovene. "Tuttavia - aggiunge -
non si puo' fare a meno di ricordare come alla figura ed al
nome del sostituto procuratore De Magistris, in particolare,
siano legate inchieste per molti aspetti clamorose e comunque
significative, che in molti casi riguardano anche le presunte
commistioni tra spezzoni della classe politica regionale e
nazionale con settori del malaffare e, in alcuni casi, della
criminalita' calabrese". Secondo Sinistra democratica,
"l'allontanamento forzato del dottor De Magistris sarebbe
inevitabile causa dell'arenarsi di dette inchieste,
contribuendo a far maturare nell'opinione pubblica la
convinzione che in tal modo la classe politica punti a
sottrarsi da un'eventuale giudizio in merito alle
responsabilita' dei personaggi coinvolti, fino a prova
contraria tutti comunque innocenti". Per questo motivo, con la
petizione sottoposta alla firma dei cittadini si chiedera' "al
Ministro di Grazia e Giustizia di voler revocare la propria
iniziativa, nei fatti pregiudizievole ed ostativa al corretto
funzionamento della Giustizia e sostanzialmente penalizzante
nei riguardi di importanti inchieste al momento in corso in
terra di Calabria; al Presidente del Consiglio dei Ministri di
chiarire e specificare l'indirizzo del Governo in materia di
giustizia, con particolare riferimento alla vicenda del
richiesto trasferimento d'ufficio del dottor De Magistris e
della situazione giudiziaria calabrese; al vicepresidente del
Consiglio Superiore della Magistratura di tutelare sempre e
comunque l'autonomia della magistratura, specie in regioni,
quale la Calabria, dove violento ed incessante, piu' che
altrove, e' l'assalto al principio di legalita'; al Presidente
della Repubblica di assicurare, col suo autorevole e discreto
intervento, il rispetto del corretto equilibrio dei rapporti
tra i diversi poteri ed organi dello Stato democratico". I
primi banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti
gia' in giornata: alle 18, su corso Mazzini, a Cosenza, ed in
serata a Cassano Ionio e Rende ed in altri centri della
provincia cosentina. Domani, invece, l'intera regione sara'
coinvolta nell'iniziativa. (AGI)




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SOCIETA'
23 settembre 2007
Chi tocca i potenti...
 

Vorrei segnalarvi l’articolo che parla della Basilicata uscito il 16 agosto 2007 su “The economist” il noto magazine inglese. Questa volta purtroppo i temi non sono i soliti : regione dagli splendidi paesaggi naturali e suggestivi scenari artistici, terra di sapori tipici con denominazioni protette. Questa volta si tratta di sfatare un mito e cioè quello dell’assenza della criminalità organizzata in quella che sembra essere un’isola felice tra camorra, ‘ndrangheta , mafia e sacra corona unita.

Oltre a parlare della malavita organizzata l’articolo parla anche delle indagini della procura di Catanzaro in corso sulle toghe e politici lucani che avrebbero dato vita ad un vero e proprio “comitato d’affari” e non a caso è di ieri la notizia che il nostro ministro della Giustizia , Mastella, ha chiesto al CSM il trasferimento del pm De Magistris. Possiamo considerarla l’ennesimo abuso di potere se non formale sostanziale del Ministro, l’ennesima condotta vergognosa dell’ “equivoco” così come lo chiama Grillo, fatto sta che la situazione non lascia sperare nulla di buono.

Intanto l’articolo lo trovate sul sito www.economist.com e il titolo è “Christ still stops at Eboli”




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POLITICA
21 settembre 2007
Dopo il v-day
 

Dopo il v-day sembra che i nostri politici si divertano a fare a gara a chi merita di più l’imprecazione. La ridicola seduta del Senato sulla questione Rai ha fatto da specchio ad una situazione nota da tempo: la casta sembra non tenere a cuore il Paese e il suo bene ma piuttosto i propri interessi. Possibile che non passa un giorno in cui l’opposizione non minacci le elezioni? Possibile che non si riesce a trovare un accordo neanche su un’azienda come la Rai? Un’azienda che data l’importanza dei media oggi dovrebbe essere una risorsa inestimabile di informazione e cultura, guidata responsabilmente e democraticamente e non un’ennesima riserva di poltrone e scettri da spartire all’occorrenza.

C’è da dire che grazie a questo governo abbiamo riavuto Santoro e Biagi in televisione, ma non basta. Ieri durante la trasmissione “Anno zero” la Guzzanti ha parlato di quella che è falsa informazione e ha ragione. Molto spesso mi capita di sentire il telegiornale ed essere più confusa di prima. Il lavoro dei giornalisti è quello di fare un collage di opinioni di politici in merito a questioni di cui si fa però il punto. Chi vuole tutto questo?

Visto quello che è successo al Senato, certo la prima preoccupazione è la Finanziaria, ora che finalmente si parla di detrazioni fiscali a chi affitta a canoni concordati ( e noi studenti non ce la facciamo proprio più!) , ora che la sinistra radicale ieri ha chiesto ancora una volta di inserire la tassazione delle rendite finanziarie (come da programma d’altronde) , ma del resto come ha detto il sig. Antonio Polito ieri ad “Anno zero” : - Si sa che su un programma di centinaia di pagine non tutto può essere realizzato!-.




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POLITICA
18 settembre 2007
viva vauro
 



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15 settembre 2007
ECCO IL SONDAGGIO CHE ASPETTAVAMO
Questo è il sondaggio che tutti aspettavamo, anche se i sondaggi vanno presi con le dovute cautele, il dato è chiaro: o ci si unisce o si sparisce non ci sono alternative.
Anzi a mio avviso si dovrebbe partire subito con la costituente per il partito della SINISTRA.

 



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12 settembre 2007
IL NO DELLA FIOM
 Ieri il comitato centrale della FIOM , ha detto un secco No all'accordo sul welfare firmato anche dalla CGIL, riportiamo il comunicato :


ImageIl Comitato Centrale non approva l’intesa del 23 luglio 2007 su Previdenza, lavoro e competitività pur esprimendo un apprezzamento positivo sulle seguenti questioni:
• Incremento delle pensioni basse con il riconoscimento del percorso lavorativo individuale. Il reddito individuale come parametro di accesso permette di riconoscere l’aumento a tante donne pensionate fino ad ora escluse.
• Miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni dal 90% al 100% della variazione dei prezzi dell’indice Istat, per le fasce compreso tra 3 volte e fino a 5 volte, il minimo attuale (da 1.308,48 a 2.180,70)
• Norme sulla totalizzazione dei contributi previdenziali, il riscatto della laurea, e primi interventi nel sistema degli ammortizzatori, come l’indennità di disoccupazione.
Questi interventi sono finanziati con una parte dell’extra-gettito suddiviso 1/3 per interventi sociali e 2/3 per la riduzione del debito pubblico.
Viceversa sui capitoli dell’intesa relativi al superamento dello scalone del governo Berlusconi, sul mercato del lavoro e competitività esprimiamo le seguenti valutazioni:
Il superamento dello scalone avviene con la condivisione del vincolo finanziario posto dal Governo dell’autofinanziamento di 10 miliardi di euro nell’arco di 10 anni, escludendo in questo modo, gli aumenti contributivi sui lavoratori dipendenti decisi nell’ultima finanziaria, che vengono impropriamente utilizzati per ridurre il debito pubblico. Ci riferiamo ad esempio all’aumento degli oneri previdenziali dello 0,30 equivalente a circa 1 miliardo di euro annuo, cioè 10 miliardi di euro nell’arco di 10 anni.
Questa scelta sbagliata attraversa tutti i diversi aspetti della nuova normativa, dall’incomprensibile meccanismo delle quote associate alla crescita dell’età minima, che ha la sola funzione di sommare l’aumento dell’età anagrafica con l’elevamento dell’età contributiva da 35 a 36 anni, fino a 2 prevedere una “clausola di salvaguardia” di un eventuale ulteriore aumento contributivo dello 0,09% dal 2011 come elemento di garanzia sui conti generali.
Gli stessi aspetti potenzialmente positivi sono negativamente segnati da questa scelta. a) Il ripristino delle 4 finestre con 40 anni di contributi, quantificato in un costo di 4 miliardi di euro, viene totalmente finanziato attraverso l’introduzione delle finestre sulle pensioni di vecchiaia, per garantire una operazione a costo zero.
b) I lavori usuranti particolarmente faticosi e pesanti sono definiti sulla base di criteri che hanno un vincolo finanziario di un massimo di 5.000 lavoratori all’anno.
c) Per quanto riguarda la revisione dei coefficienti di trasformazione del sistema contributivo, viene demandato al lavoro di una Commissione la definizione di nuovi e diversi criteri che potrebbero assumere come riferimento il 60% dell’ultima retribuzione. In assenza di nuovi criteri a partire dal 2010 si applicano gli attuali coefficienti con la riduzione del 6–8%. Si tratta di fatto di un rinvio condizionato che richiede da parte del movimento sindacale la costruzione di una proposta precisa che garantisca una copertura pubblica del 60% con 35 anni di contributi.
Su mercato del lavoro e competitività l’intesa prevede scelte sbagliate, giocate esplicitamente contro la Cgil come scelta politica, tanto più evidente, perchè riguarda misure che non hanno particolari costi finanziari.
a) Per i contratti a termine e sullo staff leasing siamo alla conferma della legge del governo precedente sempre osteggiata dalla Cgil. Ciò che viene confermato e per certi aspetti peggiorato non è soltanto la possibilità di proroga oltre i 36 mesi , ma l’assenza di causali specifiche per attivare rapporti di lavoro a tempo determinato. In questo modo il Lavoro Interinale ed il Contratto a Termine mantengono la stessa causale “esigenze tecnico, produttive, organizzative o sostitutive” che sono cumulabili nel tempo b) Sulla contrattazione l’eliminazione della sovracontribuzione per il lavoro straordinario costituisce un preoccupante incentivo all’aumento dell’orario di lavoro, mentre la detassazione del salario aziendale totalmente variabile indebolisce la contrattazione collettiva e, in particolare, il contratto nazionale.
Il Comitato Centrale della Fiom valuta positivamente la decisione di Cgil, Cisl, Uil di promuovere la consultazione certificata delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati ed applicherà rigorosamente le modalità che saranno definite dagli esecutivi Cgil, Cisl, Uil convocati per il 12 settembre.
Il Comitato Centrale della Fiom impegna tutte le strutture ad operare per favorire la più ampia informazione e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici alla consultazione

da rossodisera.info



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11 settembre 2007
Riflessioni sul V-Day
 Forse tutta la politica dovrebbe interrogarsi su ciò che beppe grillo assieme a tanti giovani è riuscito a muovere, ma in particolare a porsi delle domande dovrebbe essere la sinistra. I valori e gli ideali che un tempo riempivano le piazze di Bologna colmandole di bandiere rosse, hanno lasciato spazio a molta indignazione e rassegnazione. La politica ha perso il contatto con la gente nel vivere quotidiano , ha perso ogni uscita dall'isolamento del potere. Il V-Day è stato un evento importante soprattutto perchè ha  messo in rilievo questo, cioè la gente non crede più nei politici e nei partiti. E adesso la politica come risponde? cavalca l'onda populista, come già altri hanno tentato di fare , oppure cerca di ritrovare un rapporto fiduciario con il popolo tramite la partecipazione? Questo forse è il periodo storico più confuso per la politica del nostro paese, tra un pò nascerà un soggetto strano come il pd, la sinistra si è persa per strada,la destra arranca sotto l'ombra del berlusconismo, ed ha farla da padrone è solo l'amarezza per lo staticismo e per le promesse non mantenute. Se io fossi un politico direi grazie a Beppe Grillo per aver portato alla luce il dissenso delle masse, il conflitto di un popolo ormai privo di riferimenti. Credo che nessuno di noi rimpianga la prima repubblica , ma le persone quelle le rimpiangiamo. Non ci sono più i politici in grado di parlare alla testa ed al cuore, in grado di creare un filo di unità tra il singolo ed il potere. Quando c'era il PCI gli operai credevano di contare e pensavano di cambiare il mondo perchè si fidavano di chi era al vertice, perchè era uno di loro. In una famosissima scena del film "Berlinguer ti voglio bene", benigni dice che tutti loro stavano aspettando un segnale dai vertici del partito che li avrebbe portati alla rivoluzione, questo denotava un rapporto di fiducia intenso e vero. Non sono un nostalgico , anzi , il sapersi evolvere e migliorarsi è un imperativo ma la politica non può staccarsi dal popolo non può diventare soggetto autonomo partecipato solo in tempo di elezioni. Il V-Day è stato un evento populista ma ci ha messo davanti ad un problema serio, come ha detto Bertinotti la politica ha lasciato un vuoto, io vorrei che almeno a sinistra quel vuoto proviamo a riempirlo, con pazienza e passione perchè non ci sono alternative se vogliamo cambiare lo stato di cose che ci circondano. Altrimenti andremo dritti verso un sistema politico morto stile USA, lontano dai cittadini ma incollato al potere

cesare roseti



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